Dopo circa un anno (ottobre 2023, Reggio Emilia), nuova esperienza “extra moenia” per il nostro Club. Questa volta è toccato a Barzio, in Valsassina, ad ospitarci sabato 21 settembre.
Per chi ha partecipato è stata un’esperienza non solo piacevole ma estremamente interessante anche e soprattutto dal punto di vista culturale con la visita di palazzo Manzoni e del prezioso fondo manzoniano custodito nella biblioteca comunale.
Ad accompagnarci in questo tour manzoniano è stato Federico Oriani, grande amico della nostra Presidente, che ci ha intrattenuto con grande passione e competenza sulle vicende della famiglia Manzoni e sulle sue proprietà in quel di Barzio, oltre ad illustrare, con altrettanta passione e competenza il fondo librario dedicato ad Alessandro Manzoni.
Nella pregevole opera “Storia della Valsassina” di Fermo Magni, edita in prima edizione nel 1904, si trova questo passo che riguarda Barzio: “Vi ebbero origine molte famiglie illustri e nobili e fra le altre la famiglia di Alessandro Manzoni della quale è ben conservata la casa, ora appartenente alla famiglia Baruffaldi. In essa è una sala colle volte dipinte in istile barocco, che desta meraviglia per la sua vastità, considerato che siamo in un paese di montagna”.
Questa è solo una delle tante citazioni che si ritrovano anche in altre opere, di diversi autori, posteriori a quella del 1904. Ma procediamo con ordine.
La prima tappa del nostro tour manzoniano è stato palazzo Manzoni, prima residenza dei Manzoni in quel di Barzio, abitata alla fine del ‘500 dal capostipite Giacomo; il palazzo poi passò nel 1604 al figlio Pasino e ancora agli altri discendenti fino al 1708 quando Pietro Manzoni si trasferì a Lecco.
Nella prima metà dell’800 il palazzo passò alla famiglia Rossi e, successivamente, ad Alfonso Baruffaldi; negli anni ’60 dell’800 la famiglia Baruffaldi cedette in locazione un locale al Comune di Barzio per ospitare la sede del Municipio.
Nel 1974 la famiglia Baruffaldi cedette il palazzo alla Parrocchia che avviò dei lavori di ristrutturazione. Oggi, il palazzo Manzoni, tutelato come monumento nazionale fin dal 1930, ospita la sede del Comune di Barzio.
Il relatore, oltre alla storia del palazzo e della famiglia Manzoni ha anche ampiamente illustrato la storia della Valsassina che è stata un’importante via di collegamento e di passaggio di merci, oltre alle miniere di ferro e di carbone.
Tornando alla famiglia Manzoni, c’è una curiosità che vale la pena ricordare: Alessandro Manzoni, certamente il più illustre e conosciuto personaggio del casato, molto probabilmente non è mai stato a Barzio che però è citata nel capitolo XXIX dei “Promessi Sposi”; ancor prima nel “Fermo e Lucia”, lo stesso Manzoni fa una lunga descrizione della Valsassina.
Come si diceva, ora il palazzo Manzoni è la sede del Comune di Barzio che abbiamo potuto visitare anche grazie alla cortesia della Vice Sindaco, Federica Arrigoni che è stata con noi per buona parte della visita.
Certamente uno dei momenti topici della giornata è stata la visita alla biblioteca comunale che custodisce un fondo manzoniano abbastanza consistente, costituito, oltre che da libri, da cartoline, stampe, francobolli e altro dedicati ad Alessandro Manzoni.
Per quanto riguarda i libri, sono da segnalare alcune vere e proprie “chicche” di grande interesse per chi è amante dei libri: la prima edizione dei “Promessi Sposi”, la cosiddetta “ventisettana”, pubblicata nel 1827, e la cosiddetta “quarantana” del 1840 che è la vera e propria stesura definitiva dell’opera, emendata nel testo dopo l’edizione del 1827. Sono inoltre conservate numerose edizioni straniere dei “Promessi Sposi” e un discreto numero di “edizioni pirata”, pubblicate un po’ dovunque in Italia e non solo.
È conservato anche un biglietto di ringraziamento autografo di Alessandro Manzoni.
Il pomeriggio si concluso con un ottimo aperitivo rinforzato in un simpatico locale nel centro di Barzio.
Che dire in conclusione. È stato un piacevolissimo momento fuori dai soliti schemi. che ha soddisfatto tutti i partecipanti che hanno scoperto come anche un piccolo centro, ad un’ora da Milano, possa offrire delle sorprese davvero interessanti.
Non si possono chiudere queste note senza un grande “grazie” a Cora per la bella e piacevole giornata organizzata benissimo in ogni dettaglio, con un relatore davvero molto bravo che ha tenuto alta l’attenzione per oltre due ore senza mai annoiare, il che non è poco.
















