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Conviviale 5 marzo 2026 – Il valore sociale dell’intelligenza artificiale

Serata in interclub organizzata dal R.C. SEDECA nella loro sede all’Hotel Habitat di Giussano.

Argomento della serata: “Il valore sociale dell’intelligenza artificiale. Un’applicazione concreta per ridurre la recidiva nelle carceri”.

Ad intrattenere i presenti sull’applicazione dell’intelligenza artificiale al complesso mondo delle carceri con le numerose sue problematiche, sono stati il dr. Fabrizio RADAELLI, laureato in fisica ed esperto di intelligenza artificiale e la dott.ssa Cosima BUCCOLIERO, Direttrice della Casa Circondariale di Monza.

Il Dr. Radaelli, ha illustrato, anche con esempi concreti, le possibilità offerte dalle nuove tecnologie di intelligenza artificiale e il loro utilizzo in un ambiente particolare come quello carcerario.

In particolare è stata presentata un’applicazione che permette di riprodurre la voce umana in grado di dialogare con le persone.

Diverse possono essere le applicazioni in questo ambito; forse una delle più interessanti può essere quella di traduzione in tante lingue diverse, così da agevolare coloro che non hanno una conoscenza adeguata della lingua italiana.

Tutto ciò appare interessante ed importante dal momento che la popolazione carceraria è formata, in gran parte, da stranieri con competenze linguistiche limitate.

Un’incognita può essere quella della precisione nella traduzione che deve essere il più possibile corretta onde evitare fraintendimenti o incomprensioni, senza dimenticare le insidie che una tale applicazione può nascondere nella riproduzione della voce umana.

Occorre prestare attenzione all’uso e non abusare di una tale applicazione per fini di natura illecita.

Così, anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno delle carceri può diventare uno strumento assai utile per perseguire un concreto inserimento nel mondo del lavoro e, più in generale, nella società civile, dei detenuti una volta usciti dal carcere.

Sulla stessa lunghezza d’onda va collocato l’intervento della Dott.ssa Buccoliero, come detto oggi Direttrice della Casa Circondariale di Monza, dopo un’esperienza, come Vice nel carcere di Bollate.

La dott.ssa Buccoliero si è soffermata, in modo particolare, su una delle sfide più importanti e difficili che devono essere affrontate nel mondo carcerario: quello del reinserimento dei detenuti nella società e nel mondo del lavoro, una volta scontata la pena. A questo proposito è stato ricordato come, ormai da tempo, è data la possibilità ai detenuti di avere o di apprendere un lavoro; in alcuni casi, i detenuti possono uscire dal carcere per poter lavorare.

Questo impegno non è fine a sé stesso, ma può essere un mezzo per cercare di ridurre le recidive (oggi, sono ancora attorno al 70%), soprattutto nei detenuti più giovani che costituiscono la maggioranza della popolazione carceraria.

Un uso “intelligente” dell’intelligenza artificiale, per costruire i “curricula” lavorativi dei detenuti, può davvero diventare un mezzo molto efficace per il loro reinserimento nella società e nel mondo del lavoro.

La dott.ssa Buccoliero ha concluso il suo intervento con una considerazione condivisibile: è importante parlare di carcere molto di più e non solo quando fatti di cronaca, del tutto ingiustificabili, occupano le pagine dei quotidiani e dei notiziari TV.

In tuto ciò anche il Rotary cerca di fare la sua parte con progetti e programmi dedicati al mondo carcerario; per chi volesse saperne di più può consultare il sito web ROTARYCARCERIMONZA.IT.

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