Oltre alla cena di gala di venerdì 26 giugno, in onore del Past Presidente Internazionale Mark Maloney, l’altro evento collegato al Congresso Distrettuale di sabato 27 giugno di cui sopra, è stato quello della premiazione del Premio Letterario Rotary International Distretto 2042 che si è tenuto alla Biblioteca Comunale “Paolo Borsellino” di Como.
Questo premio, fortemente voluto dal Governatore Stefano Artese, nasce dalla convinzione semplice ma, allo stesso tempo, profonda che la cultura, nella sua accezione più ampia e completa, rappresenti una delle più alte forme di servizio alla comunità che il Rotary possa offrire, pensiero ribadito da Elisa Poletti nella sua introduzione al Premio che ha ricordato come questo Premio rappresenti una significativa novità nel panorama delle attività distrettuali.
Il tema scelto è stato “Utopia, responsabilità, futuro dell’uomo”, ispirato al pensiero di uno degli autori italiani più tormentato e discusso, riconosciuto in gran parte solo dopo la sua tragica fine: Guido Morselli.
Erik Lucini, Segretario Distrettuale, ha ripercorso la figura di G. Morselli, evidenziando come la letteratura costituisca uno strumento privilegiato per interrogare il presente e immaginare il futuro.
Più di trecento le opere presentate, alcune davvero di livello, tra prosa, narrativa, poesia saggistica che hanno esplorato e indagato, sotto diversi punti di vista, il tema proposto.
La cultura, non solo quella rotariana, ma quella con la C maiuscola, è stato uno dei temi che hanno accompagnato l’anno di governatorato di Stefano Artese.
Di ciò dobbiamo essere davvero grati al nostro Governatore.
Ma c’è un’altra cosa importante che va segnalata: la mozione che il nostro Governatore ha presentato a Mark Maloney PPI, presente in sala, con la quale si chiede che la cultura diventi un’altra via d’azione rotariana.
La speranza è che questa mozione sia presa nella giusta considerazione dai vertici del Rotary, perché è attraverso la cultura, quella alta, quella vera e meditata, che si può sperare in un mondo migliore nel quale la cultura diventi la pietra angolare su cui costruire un mondo di pace e davvero diverso. Forse è solo utopia, non importa proviamoci, a volte le utopie diventano realtà.
Solo un’ultima considerazione: troppo pochi i presenti per un momento che avrebbe meritato maggiore partecipazione.
Solo per la cronaca, per il nostro Club era presente A. Colleoni.
