La prima riunione del nuovo anno, tenutasi all’Hotel Habitat di Giussano essendo ancora chiusa la nostra sede del Golf, ha avuto come protagonista la geologia, una scienza, a torto poco conosciuta ma estremamente importante in molti settori della nostra vita, anche se quasi sempre non ci facciamo molto caso.
A parlarci di geologia con un interessante ed istruttivo intervento dal titolo: “La geologia del Bel Paese tra curiosità e criticità”, è stato il Dr. Nicholas Ballabio, amico di Marco Pellegatta.
Il Dr. Ballabio è un giovane geologo (nato nel 1994) che, dopo aver conseguito il diploma di geometra (2015), si iscrive alla Facoltà di Scienze geologiche della Università Bicocca di Milano dove, dopo la laurea triennale, consegue la laurea magistrale in Ingegneria geologica nel 2021; subito dopo supera l’esame di Stato iscrivendosi all’Ordine dei geologi della Lombardia aprendo nel contempo lo studio geologico Ballabio a Mariano Comense e svolgendo la sua attività professionale, oltre che in Italia, anche in Svizzera. Nel frattempo vince un assegno di ricerca in geofisica all’Università di Torino, attualmente sta completando il corso per il conseguimento della laurea magistrale in Sostenibilità dell’ambiente, sempre all’università Bicocca.
Le solide competenze del Dr. Ballabio sono state garanzia per un intervento interessante ed esaustivo, senza troppi tecnicismi, così che anche chi non ha competenze specifiche in materia ha potuto affrontare gli argomenti proposti che hanno abbracciato numerose tematiche.
Il relatore ha iniziato il suo intervento ricordando come l’Italia, geologicamente parlando, sia un territorio giovane con un’età stimata intorno ai 300.000.000 di anni, ricordando che le Alpi si sono formate circa 100.000.000 di anni fa e gli Appennini più o meno 30.000.000 di anni fa. Tra le numerose curiosità citate nella relazione una, in particolare, ha colpito: la Corsica e la Sardegna, nel tempo, hanno avuto un movimento per così dire rotatorio prima di assestarsi nella attuale posizione.
Essendo, come detto, l’Italia un territorio geologicamente giovane, tutto ciò comporta che il nostro Paese sia un territorio, mediamente, molto sismico. Ovviamente non ovunque, ma episodi anche molto gravi avvenuti negli ultimi anni che tutti ricordiamo (Friuli, l’Aquila, Campania, Emilia ecc.), lo dimostrano ampiamente.
Ciò è dovuto essenzialmente alle continue trasformazioni che il nostro giovane suolo subisce continuamente; è stato inoltre ricordato che oltre 20.000.000 di persone abitano e vivono in zone altamente a rischio, nonostante ciò fa specie che la prima seria normativa in materia sia stata emanata solo nel 2003.
Chi di professione fa il geologo ha a che fare quotidianamente con il territorio e con le sue criticità dovute, assai spesso, all’incuria e alla dabbenaggine degli amministratori che danno l’impressione di non curarsi minimamente del territorio e dei suoi problemi.
Basta ricordare ciò che è avvenuto molto recentemente: frane, alluvioni, smottamenti, esondazioni di fiumi e torrenti più o meno gravi. Certo, stiamo assistendo, a volte, a fenomeni estremi e imprevedibili, ma un più attento monitoraggio sarebbe non solo auspicabile ma assolutamente necessario.
E poi c’è il capitolo vulcani, solo un esempio il Vesuvio (per non parlare di Stromboli e dell’Etna). È vero è inattivo da tempo immemorabile ma è, probabilmente, il vulcano più pericoloso al mondo. Oltretutto è vicinissimo ad una zona densamente abitata e i recenti sommovimenti avvenuti in zona sono, probabilmente, un campanello d’allarme anche se tutto ciò che avviene in quella zona è costantemente monitorato dagli esperti dell’Istituto Nazionale di Vulcanologia.
Queste, tra le tante, alcune delle considerazioni emerse dalla relazione del Dr. Ballabio che ci ha fatto scoprire il mondo un po’ misterioso ma affascinante della geologia e della professione di geologo; le numerose domande finali sono state la migliore dimostrazione dell’interesse suscitato dalla relazione.
