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Conviviale del 20 marzo 2025 – Scrittore di Santi e di presunti diavoli

Grazie ai buoni uffici di Roberto Conti, la seconda riunione del mese di marzo ha avuto come relatore Renato Farina con una relazione dal singolare titolo: “Scrittore di Santi e di presunti diavoli”.

Renato Farina, nato nel 1954 è laureato in filosofia all’Università Cattolica di Milano, è scrittore, giornalista, parlamentare ed inviato speciale in molti Paesi anche in zone di conflitti e al seguito di importanti personalità del nostro tempo (Papi, Presidenti del Consiglio, ministri ecc.).

L’intervento di R. Farina ha preso le mosse spiegando la scelta del tema e del titolo che deriva direttamente dalla sua professione ed esperienza di giornalista ed inviato.

In tanti anni di attività giornalistica le esperienze maturate, anche molto diverse fra loro, lo hanno portato ad incontrare e frequentare personaggi che, come è stato sottolineato, “lasciano il segno”.

Tanti i personaggi incontrati e ricordati dal relatore: da Giovanni Paolo II, a Benedetto XVI, da Andreotti a Madre Teresa di Calcutta, oltre a Capi di Stato e alcuni colleghi che hanno fatto la storia del giornalismo.

L’aspetto forse più interessante della relazione è stato quello di aver presentato tali personaggi non nella loro veste ufficiale conosciuta da tutti attraverso le immagini televisive, gli articoli dei quotidiani o settimanali o i vari reportages, quanto nella loro quotidianità di uomini che, nonostante la posizione ricoperta, vivono anche una vita personale come tutti noi.

Si tratta di un lato della vita di questi personaggi forse, a torto, considerata minore ma che, al contrario, li presenta nella loro umanità, al di là delle cariche ricoperte.

Spesso questi personaggi si sono trovati ad affrontare situazioni difficili e complesse che li hanno costretti ad assumere decisioni non facili e, a volte, non popolari.

A detta del relatore le scelte della storia sono indipendenti dai grandi personaggi che le affrontano; un’affermazione questa, che merita una riflessione.

Alcuni di essi, soprattutto politici (es. Andreotti), a fronte anche di situazioni personali piuttosto complicate non hanno mai perso il senso dell’ironia.

Il relatore ha poi espresso alcuni concetti sul senso e sul significato della vita alla luce delle sue esperienze e conoscenze personali, sottolineando come oggi si tenda a non avere speranza nel futuro o ad avere una visione del mondo e della vita distratta e fredda.

Una serata interessante che ci ha fatto scoprire alcuni aspetti poco o per nulla conosciuti di grandi figure protagoniste della storia del nostro tempo.

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