Il progetto di punta del nostro Club per quest’anno rotariano, è – come è noto – dedicato “Alla riscoperta delle Brughiere”, per il quale è stato chiesto al nostro Distretto un District Grant.
Il progetto di cui sopra è stato il protagonista della prima riunione al rientro dalle vacanze.
Si tratta di un progetto che riguarda la collaborazione e la cooperazione con il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea per una serie di iniziative, in prospettiva estensibili anche per gli anni a venire.
In particolare, per quest’anno rotariano, il detto progetto riguarderà una profonda riqualificazione di tutte le aree a verde adiacenti alla sede del Parco.
Si tratta di un progetto importante che riguarda un territorio vicino, fortemente
pensato e voluto dal nostro Presidente che da tempo ha preso contatti con la direzione del Parco e, in particolare, con il Direttore Generale , per concretizzare il progetto, il tutto con il pieno appoggio del Consiglio Direttivo del Club.
Per parlare del Parco e del progetto di cui sopra, ospite della serata è stato il Dr. Attilio Fiore, Direttore Generale del Parco con la gradita presenza di Daniele Barcella del nostro Rotaract e Consigliere del Parco.
Il relatore ha per prima cosa ricordato brevemente la storia del Parco che nasce con la L.R. n.31/1976; in realtà nasce come Consorzio per poi trasformarsi in Parco.
La superficie copre circa 3400 ettari, i Comuni interessati sono 29 a cui si devono aggiungere 3 Provincie (Como, Monza Brianza e Milano), all’interno del Parco operano oltre 200 Aziende Agricole.
Il territorio è del tutto particolare, di grande interesse geologico con caratteristiche chimico/fisiche del tutto peculiari, con un patrimonio naturale che comprende flora e fauna con numerosi esemplari rari.
Anche se negli anni vi è stata una forte antropizzazione, viste le caratteristiche peculiari, alcune zone del Parco sono state dichiarate di importanza comunitaria.
Il relatore ha poi ricordato quali sono le principali funzioni del Parco: la tutela e valorizzazione delle risorse ambientali, la salvaguardia degli ambiti agricoli, la fruizione sociale del territorio e il contrasto di attività illegali (spaccio) che, purtroppo, avvengono all’interno del territorio del Parco. Questi sono solo esempi.
Senza, ovviamente, dimenticare la tutela di 600 specie vegetali e 100 specie di uccelli e la presenza di un lepidottero endemico e i 53 Km di piste ciclabili.
È evidente che il ruolo del Parco, nel tempo, è andato modificandosi rendendolo più fruibile; il Parco oggi non è più solo un luogo sottoposto a vincoli di vario tipo ma sempre di più è diventato un luogo vivibile e sostenibile.
L’educazione ambientale, rivolta in particolare alle scuole, è uno degli scopi primari del Parco svolta in collaborazione con ben 22 Comuni i cui territori sono compresi nella superficie del Parco.
Vi è anche l’organizzazione di diversi eventi a tema ambientale e naturalistico tra i quali va ricordato la “Giornata Europea dei Parchi”
Il relatore ha, giustamente, sottolineato l’importante apporto offerto dai tanti volontari che affiancano il personale del Parco, con ben 22000 ore complessive di servizio.
A tutto ciò si affianca un ambizioso progetto, ancora in fase di studio e speriamo di prossima realizzazione; si tratta di una pista ciclabile da Lentate a Cantù che offrirebbe un collegamento Sud-Nord (ora le piste ciclabili sono prevalentemente a sud).
Da ultimo si è soffermato sul nostro progetto, lodandolo nella forma e soprattutto nella sostanza, auspicando che la collaborazione tra il Parco e il nostro Club possa continuare nel tempo per una sempre migliore conoscenza del Parco e delle sue potenzialità.
Il Dr. Fiore ha terminato la sua interessante ed esaustiva relazione con un pensiero di un capo indiano della tribù Navajo, che ben si addice al tema trattato: “Il mondo non lo abbiamo in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli”.
