Martedì 28 aprile, organizzato dal R.C. Varedo e del Seveso nella sua sede
del ristorante “Il Cavaliere” di Palazzolo Milanese, il Governatore del nostro Distretto Stefano Artese, ha presentato il “Premio Letterario Rotary International Distretto 2042”.
Si tratta di un premio ideato dal nostro Governatore inteso come momento di cultura e condivisione, ispirato all’opera letteraria di Guido Morselli, sul tema “Utopia, responsabilità, futuro dell’uomo”.
Nella presentazione il Governatore, ha voluto sottolineare l’importanza della cultura intesa nella sua accezione migliore, che vuole andare oltre la cultura propriamente rotariana, riprendendo così alcuni concetti già espressi nelle visite ai Club.
Il Governatore ha voluto sottolineare come questa proposta sia andata bel al di là delle più rosee aspettative; al momento sono già stati ricevuti bel 117 scritti di varia natura che saranno vagliati da un’apposita Commissione, la premiazione si terrà durante il
Congresso del nostro Distretto, a Como nel mese di giugno.
Particolare importante, ricordato dal Governatore, è che il premio è aperto anche ai non rotariani, alcuni dei quali non italiani.
Si deve dire che il nostro Governatore ha avuto davvero una grande intuizione proponendo questo premio letterario come promozione della cultura che vuole mettere l’uomo al centro della scena per riflettere su sè stesso, sviluppando le individualità di ognuno, rivalutando l’individuo nella sua complessità in un mondo sempre più difficile da comprendere e decifrare.
Per la cronaca, per il nostro Club era presente A. Colleoni.
CHI E’ GUIDO MORSELLI
Guido Morselli è uno scrittore italiano oggi considerato uno degli autori più originali e importanti del Novecento, sebbene sia stato ignorato in vita. Un profilo sintetico: Nasce il 15 agosto 1912 a Bologna. il
padre era dirigente industriale. La madre morì quando Guido aveva solo 12 anni, evento che lo segnò profondamente. Laureato in giurisprudenza, visse gran parte della vita come intellettuale autodidatta. Ebbe un vita schiva e solitaria. Visse in provincia, tra Varese e Gavirate, in una villa isolata. Si tolse la vita nel 1973, a 60 anni, dopo anni di rifiuti editoriali. Nonostante la sua morte da “sconosciuto”, oggi Morselli è considerato uno degli scrittori più lucidi e innovativi del secondo Novecento italiano. Le sue opere sono state tutte pubblicate postume. Dopo la morte, la critica e l’editoria (in particolare Adelphi) hanno riconosciuto il valore della sua opera. Oggi è studiato nei licei e nelle università, anche all’estero. La sua opera si distingue per originalità, rigore intellettuale e visione critica del mondo contemporaneo. È una figura fondamentale per comprendere la letteratura italiana del Novecento più riflessiva e sperimentale.
I temi ricorrenti sono: l’ucronia (presentazione di eventi coerente, ma ipotetica, simulata, sulla base di dati non realistici) e il romanzo filosofico. La crisi dell’identità, del potere e della fede. La disillusione verso la modernità e la società dei consumi. L’ironia sottile e uno stile limpido ma profondo.
Le sue opere principali: “Roma senza papa” (1974): romanzo ucronico di riflessione sul potere religioso e la modernità. “Il comunista” (1975): ritratto di un uomo politico che cerca un’utopia ormai svuotata. “Dissipatio H.G.” (1977): uno dei suoi romanzi più celebri; un uomo si risveglia in un mondo in cui l’umanità è scomparsa. Esplorazione filosofica del nulla e dell’identità. “Divertimento 1889” (1975): ucronia in cui l’Italia resta una monarchia austro-ungarica.
