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Conviviale del 2 ottobre 2024 con Gianfranco Combi

Dopo il piacevole intermezzo manzoniano in quel di Barzio, eccoci di nuovo nella nostra sede di Carimate per parlare di arte, di quadri e di pittura con Gianfranco COMBI, valsassinese, accompagnato dai figli Eleonora e Alberto.

Prima di passare alla cronaca della riunione c’è una cosa che merita attenzione. Ad inizio serata, Roberto Mancina, ha presentato al Club Celia Bassan Esclarmonde, studentessa francese di Bordeaux che trascorrerà un intero anno scolastico in Italia nell’ambito del programma “scambio giovani”. Il tutor di Celia sarà lo stesso Roberto.

Numerosi gli ospiti presenti alla serata con la gradita presenza di Paolo Chieregatti, AG del nostro Gruppo, con la consorte Cristina.

Serata, come detto, dedicata all’arte e alla pittura; a presentare, sarebbe più corretto dire “intervistare” G. Combi è stato Federico Oriani, l’apprezzato cicerone manzoniano della trasferta a Barzio.

Per prima cosa F. Oriani ha presentato G. Combi come persona e, soprattutto, come artista illustrando, a grandi linee, la sua passione per la pittura, e le caratteristiche della sua arte, evidenziando come sia diventato pittore professionista con al suo attivo numerose mostre ed esposizioni, collettive e non, delle sue opere.

Tante le domande poste dall’intervistatore, a cominciare da quella classica di come sia diventato artista e quando e da dove nasce la sua vocazione artistica.

G. Combi, rispondendo, ha affermato che – a suo modo di vedere – ognuno di noi ha dentro di sé la vocazione artistica, alcuni la coltivano e proseguono, altri no. Nel suo caso ha cominciato da giovane con il disegno, assecondando la sua passione per passare poi alla pittura.

Dipinge professionalmente da oltre dieci anni e il suo percorso formativo è stato quello di frequentare molti artisti; fondamentale è stato però l’incontro con la professoressa di arte che lo ha spinto a proseguire nel suo percorso di crescita artistica avendo come punto di riferimento l’arte del rinascimento e il movimento impressionista.

E’ stato poi chiesto come nascono i suoi quadri, quali sono i soggetti preferiti e le tecniche maggiormente utilizzate.

I quadri nascono sia su commissione, sia per autonoma ispirazione, privilegiando la natura in tutte le sue forme (paesaggi, animali, mare e soprattutto le montagne che sono le sue preferite).

Ma la pittura è anche immaginazione, si parte da un’idea prima immaginata mentalmente e poi realizzata sulla tela seguendo l’estro artistico del momento.

Non ha una tecnica preferita, le tecniche utilizzate sono diverse e dipendono anche dal soggetto che si vuole dipingere.

Tornando ai soggetti preferiti, come detto la montagna occupa un posto di rilievo nella produzione artistica di G. Combi, anche se è tutta la natura ad interessarlo.

Nel rappresentare la natura in molte sue manifestazioni, secondo l’artista, non vi è un messaggio nascosto perché la natura deve essere rappresentata per quello che è, è essenzialmente bellezza e deve essere ammirata per come si presenta ai nostri sguardi. La natura è viva e trasmette emozioni, forse questa è la ragione per la quale G. Combi non ha mai amato dipingere le c.d. “nature morte”. 

Nelle sue opere si percepisce anche un elemento di spiritualità, connesso strettamente con la natura. Per questa ragione, alcune sue opere, soprattutto in quelle ispirate alle grandi montagne himalayane, sono raffigurati tempietti e le tipiche bandierine tibetane sulle quali sono trascritte delle preghiere che vengono in tal modo trasportate dal vento.

Le ultime domande hanno riguardato come sta cambiando il mestiere dell’artista e quali sono i progetti futuri.

Anche l’artista deve cercare di adeguarsi ai tempi utilizzando possibilità come internet e i social che permettono di avere maggiore visibilità presentando le sue opere ovunque, favorendo in tal modo anche l’aspetto prettamente economico.

Per quanto riguarda i progetti per l’immediato futuro, G. Combi ha in animo di proiettarsi verso forme di astrattismo ed espressionismo.

Per concludere, una serata piacevole e gradevole durante la quale è stato anche possibile ammirare alcune opere esposte oltre che ascoltare il pensiero artistico di G. Combi.

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