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Evento distrettuale del 28/2/2026 – Abracadabra

Come credo sia a tutti noto, il 23 febbraio si celebra il Rotary Day che ricorda la nascita del Rotary che quest’anno compie 121 anni. Per ricordare e festeggiare questo anniversario, sia pure con qualche giorno di ritardo, il nostro Distretto ha organizzato al Golf di Carimate un evento particolare che, fin dal titolo: “Abracadabra. Tra esoterismo e tradizione, le carte in tavola”, prometteva assai bene.

Insomma, un evento un po’ fuori dagli schemi, simpatico e brillante: in una parola piacevolissimo. Ma non è stato solo divertimento.

Infatti, l’intero ricavato della serata, che comprendeva anche la possibilità di acquistare mazzi di carte realizzate in collaborazione con il Rotaract, sarà devoluto al progetto End Polio Now che, certo, non ha bisogno di particolari presentazioni.

Le carte, davvero belle, sono state disegnate da Marta Santi del Rotaract Erba Laghi.

La serata è iniziata con il tocco della campana di Mario Arienti, nostro Presidente, che ha rivolto un breve saluto di benvenuto ai presenti, ringraziando il Distretto per avere scelto il Golf di Carimate come luogo dell’evento.

Ha poi preso la parola il Governatore del nostro Distretto, Stefano Artese, che ha introdotto la serata spiegandone il senso.

Presenti pure il Governatore eletto, Pippo La Rocca, altre autorità rotariane, tanti soci e amici. La serata è stata allietata dai giochi di magia e di prestigio di Gianbattista Gualdi, socio del R.C. Dalmine Centenario.

Ma veniamo al momento clou della serata, la relazione sui tarocchi: relatrice Elena Grassi, Assistente speciale per la scuola e l’istruzione del nostro Distretto.

Il Governatore, ringraziando Elena per la sua disponibilità, presentandola in modo molto simpatico ed amichevole, come “sacerdotessa” del Rotary.

Questo l’accattivante titolo della relazione: “I tarocchi: come un gioco è diventato un linguaggio”.

Dunque, i tarocchi. Ma cosa sono? Non un libro segreto medievale e neppure un codice segreto dei Templari, molto più semplicemente i tarocchi nascono come gioco.

Il tipico mazzo di tarocchi è composto di 56 carte tradizionali a cui se ne aggiungono altre 22, dette Trionfi, altrimenti chiamate Arcani maggiori e minori, con una terminologia tipica delle teorie esoteriche.

E’ seguito poi un breve excursus storico sui tarocchi, spesso mazzi assai preziosi dipinti a mano da artisti anche famosi.

Le carte dei tarocchi non sono misteriose perché magiche; “sono misteriose perché simboliche. E un simbolo non spiega. Suggerisce”.

Nel tempo i tarocchi sono stati considerati come un gioco aristocratico, un passatempo popolare, un sistema esoterico, uno strumento di introspezione.

Come si vede le interpretazioni sono diverse, tutto ciò ha contribuito alla loro sopravvivenza.

I tarocchi non sono importanti perché predicono, lo sono perché raccontano qualcosa attraverso varie figure (il matto, l’eremita ecc.), che sono rappresentate sulle carte.

Che dire in conclusione. Una serata piacevole, leggera, simpatica e divertente che ha certamente soddisfatto tutti i presenti.

Un grazie particolare va alla “sacerdotessa” Elena che ha interpretato benissimo la parte con una assai apprezzabile relazione che ha svelato un mondo, quello dei tarocchi, sconosciuto ai più.

Il suono della campana e il saluto finale di Mario Arienti ha chiuso la bella serata.

Per la cronaca, per il nostro Club, oltre ai già citati M. Arienti e E. Grassi, erano presenti M. Andreotti, P. La Mantia, M. Pellegatta, C. Segafredo e A. Colleoni.

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