Home » News » Conviviale del 1/2/2024 – La situazione nel Mar Rosso

Conviviale del 1/2/2024 – La situazione nel Mar Rosso

Ci sono luoghi dove, ormai da molti anni, si vivono guerre e conflitti di vario genere, quasi dimenticati ma, purtroppo ancora combattuti che infliggono sofferenze continue alla popolazione civile, come sempre, la vera vittima della situazione.

Uno di questi luoghi è lo Yemen dove, da anni, i conflitti si susseguono quasi senza soluzione di continuità, spesso fra l’indifferenza generale o quasi.

A raccontarci la storia e le vicende di questa travagliata regione è intervenuto Vittorio Amigoni, socio attivo del nostro Club per molti anni, oggi impossibilitato a frequentare il Club pur rimanendone sempre vicino.

Come è noto, Vittorio ha vissuto in Yemen per un periodo abbastanza lungo impegnato nel restauro della grande moschea di Sanaa’a , dunque conosce molto bene tutta la regione e le dinamiche connesse alla situazione avendole vissute personalmente.

Per far capire meglio la situazione, Vittorio ha raccontato che, nella casa nella quale abitava a Sanaa’a, un giorno ha ricevuto la visita di un gruppetto di Houthi, armati di mitra, che chiedevano come mai fosse in quel luogo e che cosa facesse.

Fortunatamente non è successo nulla di grave anche grazie all’intervento provvidenziale dell’interprete, ma l’episodio appare sintomatico della situazione che si viveva e ancora oggi si vive nella capitale yemenita.

Ciò detto, Vittorio, tratteggiando a grandi linee la storia dello Yemen e della regione del Golfo Persico e Mar Rosso, ha ricordato che – ufficialmente – lo Yemen è stato unificato nel 1990 dopo un periodo di protettorato inglese.

Lo Yemen e con esso tutta la regione, da sempre si potrebbe dire, vede susseguirsi conflitti di varia natura, alimentati dall’eterno scontro tra islam sunnita e islam sciita e dalle enormi differenze che in quella zona esistono tra paesi ricchi e paesi poveri.

Ma chi sono gli Houthi? Una popolazione sconosciuta ai più, balzata recentemente agli onori della cronaca per attacchi in stile piratesco alle navi mercantili che navigano quelle acque agitate. Sono definiti “ribelli” anche se agli Houthi questa etichetta non è gradita dal momento che hanno conquistato il potere, da tempo, almeno in una parte del Paese.

Vittorio ha ricordato che gli Houthi abitano nel nord dello Yemen, sono una popolazione montanara che non ha mai riconosciuto il Governo ufficiale di Sanaa’a.

Una delle cause scatenanti il conflitto è stato l’esagerato aumento del prezzo della benzina; da allora gli Houthi, appoggiati dall’Iran, hanno iniziato la guerra prendendo la capitale e il palazzo del Governo, costringendo il Presidente a rifugiarsi a Riad.

In questa già complicata situazione si sono aggiunti i bombardamenti da parte dell’Arabia Saudita soprattutto nella parte nord del Paese da dove provengono gli Houthi che hanno a poco a poco acquistato potere sostenuti dall’Iran avversario nella regione della stessa Arabia Saudita.

Con il sostegno dell’Iran, gli Houthi oggi sono protagonisti di attacchi alle navi mercantili che navigano nelle acque del Mar Rosso e del Golfo Persico, destabilizzando in tal modo ancora di più una situazione generale già precaria.

In tutta questa situazione sempre più ingarbugliata, la vera vittima è la popolazione civile stremata da anni di guerra e costretta a convivere quotidianamente con attacchi, bombardamenti, mancanza quasi totale di medicine e di generi di prima necessità.

Una situazione difficile e drammatica che, molto spesso, passa sotto silenzio.

Non si deve dimenticare inoltre la religione che svolge un ruolo importante, forse determinante, sullo sfondo del contrasto, come detto da sempre presente, tra islam sunnita e quello sciita, oltre al conflitto generazionale tra tradizione e innovazione che faticano a trovare punti di contatto.

Tutti leggiamo articoli di giornale o seguiamo l’evolversi della situazione attraverso le notizie che ci vengono offerte dalle televisioni non solo italiane e che ci aggiornano sulla situazione in quell’area, situazione che si è ulteriormente complicata dopo lo scoppio del conflitto israelo/palestinese con ripercussioni sulla navigazione nel Mar Rosso, nodo strategico di vitale importanza per l’economia mondiale.

Ebbene gli Houthi hanno fatto sentire la loro voce e la loro presenza anche in questo caso assaltando come moderni pirati le navi commerciali in transito, sostenuti anche in questo caso dall’Iran che non lesina aiuti sia economici sia militari, innescando una spirale di violenza che potrebbe espandersi con conseguenze che potrebbero rivelarsi molto pericolose.

L’invio di navi da guerra a protezione del traffico marittimo commerciale potrebbe rivelarsi un grosso errore perché in tal caso si dà fuoco alle polveri con sullo sfondo il conflitto, non troppo nascosto, ancora una volta tra Iran ed Arabia Saudita ma che, in alcuni casi, ha visto già impegnate anche altre potenze sia pure a difesa del traffico marittimo commerciale.

È una situazione potenzialmente esplosiva nella quale anche il diritto internazionale marittimo, molto spesso neppure preso in considerazione, sembra non avere mezzi sufficienti per contrastare le tensioni: sembra prevalere la legge del più forte al di là di ogni regola.

Che dire in conclusione? Serata resa interessante su un argomento di assoluta attualità grazie alla capacità di Vittorio Amigoni di far comprendere quali e quanti problemi devono essere affrontati in una regione da sempre o quasi teatro di scontri e conflitti.

La riunione si è conclusa, e non poteva essere altrimenti, con una serie di interventi di alcuni dei presenti a riprova dell’interesse suscitato dalla relazione.

Condividi l'articolo