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Conviviale del 21/3/2024 – “La Tina Cartonera”

Il mondo dei libri e dell’editoria riserva sempre delle sorprese.

La seconda riunione/conviviale del mese di marzo ci ha fatto scoprire un mondo e un’esperienza sconosciuta ai più grazie a due importanti relatori che quel mondo ben conoscono: la Prof.ssa Irina Bajini, docente di letteratura ispano-americano all’Università Statale  di  Milano   e   Giorgio   Oldrini,  profondo   conoscitore   del   mondo   centro  e  sud-americano e più volte ospite del nostro Club.

Giorgio Oldrini ha introdotto la serata e la relazione della Prof.ssa Bajini che ha raccontato dell’esperienza particolare dei bambini, i “cartoneros”, che raccoglievano per strada carta e cartoni che poi venivano utilizzati da artisti/scrittori per “costruire” libri con questo materiale che potremmo definire di riciclo.

Questa singolare esperienza è stata replicata in Italia con una iniziativa denominata “La Tina Cartonera”, diventata poi, di fatto, una casa editrice, iniziativa coordinata dalla stessa Prof.ssa Bajini e introdotta anche al di fuori dell’Università e, in particolare, nel reparto psichiatrico dell’ospedale S. Gerardo di Monza e, soprattutto, nel carcere di Bollate dove ancora continua.

L’esperienza della “Tina Cartonera” vuole riproporre quella vissuta in Argentina durante una delle tante crisi economiche di quel paese quando non si trovava la carta per pubblicare libri, ma la voglia di pubblicazioni e di cultura era così forte che ha superato ogni ostacolo pur di raggiungere lo scopo.

In Argentina tutto ciò derivava anche dai difficili rapporti tra scrittori e case editrici che consideravano il libro come qualcosa di elitario con conseguenze ricaduta sui prezzi dei libri.

Ebbene la Prof.ssa Bajini ha pensato di riproporre in Italia un’esperienza simile con i suoi studenti e con alcuni collaboratori tra i quali Giorgio Oldrini, vero e proprio cultore oltre che conoscitore della letteratura ispano-americana.

Ma, in concreto, che cosa è stato fatto e quale vuole essere il significato di una simile esperienza.

La Prof.ssa Bajini ha, prima di tutto, sottolineato che la sua è stata ed è un’esperienza culturale ma è anche sociale ad un tempo, nella quale ha cercato di coniugare l’insegnamento con una significativa esperienza personale vissuta con i suoi studenti con una serie di seminari iniziati nel 2017 fino ad oggi, neppure interrotti durante il periodo della pandemia utilizzando collegamenti on-line.

A tutto ciò si aggiunge l’importante esperienza vissuta nel carcere di Bollate, un carcere sicuramente moderno e all’avanguardia aperto ad esperienze nuove ed innovative dove, dal 2019 si porta avanti questa iniziativa con grande successo e partecipazione.

Ne è nata una collana all’interno della “Tina Cartonera” di letteratura carceraria alla quale collaborano anche i detenuti con loro scritti e riflessioni, “costruendo” poi libri con copertine belle ed originali facendo quasi diventare quelle pubblicazioni veri e propri libri d’artista.

L’esperienza all’interno del carcere di Bollate, certamente non facile, ha rivelato un mondo inaspettato anche grazie all’interesse dimostrato dai detenuti affascinati da un’esperienza di questo genere portata avanti con coraggio e determinazione non solo dalla Prof.ssa Bajini coadiuvata, in tutto ciò, da tutti i suoi collaboratori e dagli studenti senza i quali un’esperienza così innovativa non avrebbe potuto esistere.

Serata decisamente interessante, affascinante ed insolita nella quale abbiamo scoperto un aspetto del tutto particolare legato al mondo dei libri che riserva sempre piacevoli ed inaspettate sorprese. 

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